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| Chieti. Incendio Seab: le zone a rischio |
| Cronache - Cronache da Chieti |
| Lunedì 27 Luglio 2009 16:26 |
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Le zone a maggiore concentrazione di ricaduta dei fumi sprigionati dall’incendio avvenuto tra il 18 e 19 luglio all’interno della ditta Seab di Chieti Scalo sono il perimetro della fabbrica stessa, il territorio di Chieti Scalo fino a Brecciarola e gli anelli esterni degli abitati di Cepagatti e Villanova.
È quanto emerge dallo studio commissionato dall’Arta Abruzzo al Cetemps (Centro di Eccellenza Tecniche di Telerilevamento e Modellistica Numerica per la Previsione di Eventi Meteo Severi) dell’università dell’Aquila, diretto dal professor Guido Visconti, per stimare la localizzazione ed estensione delle aree colpite dalla ricaduta dei fumi prodotti dalla combustione. "Sulla base dello studio", spiega una nota dell'agenzia, "l’Arta sta già provvedendo ai campionamenti del suolo delle località a più alta probabilità di ricaduta dei fumi e si avvale del supporto dell’università di Siena per la ricerca delle diossine. Dalle analisi eseguite dal Dipartimento provinciale di Chieti sulle acque sotterranee risulta che l’unica contaminazione interessa il pozzo presente all’interno dello stabilimento Seab". "Pertanto non è necessario vietare l’uso delle acque sotterranee se non già precedentemente disposto per altre ragioni. I risultati degli esami di laboratorio sono stati trasmessi alle Asl di Chieti e Pescara. Appena sarà noto l’esito dei prelievi sul suolo", conclude la nota, "si deciderà se estendere lo screening analitico anche alle zone con minore probabilità di ricaduta delle sostanze inquinanti". |


