Sisma. Osservatorio contro infiltrazioni mafiose
Cronache - Regione
Lunedì 27 Luglio 2009 15:36
Si chiama "Ricostruire pulito" l'Osservatorio ambiente e legalità di Legambiente e Libera (l'associazione contro le mafie di Don Ciotti) per vigilare e garantire che la ricostruzione dopo il terremoto in Abruzzo sia legale e sicura.

L'iniziativa verrà realizzata nei prossimi mesi in collaborazione con la Provincia dell'Aquila e consentirà di raccogliere segnalazioni dei cittadini sui fenomeni di illegalità, nonché individuare proposte per una riedificazione "virtuosa" sotto il profilo strutturale, economico e sociale.
 
L'intenzione delle associazioni Legambiente e Libera è quella di coinvolgere la società civile e tenere alta l'attenzione sul pericolo di infiltrazioni criminali nelle opere di ricostruzione post-terremoto, coadiuvando le istituzioni preposte nell'azione di monitoraggio sulle imprese coinvolte nelle attività edilizie, dal movimento terra alla produzione del calcestruzzo, dalla fornitura dei mezzi fino allo smaltimento degli inerti e le attività estrattive.

"L'Abruzzo", ha dichiarato il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, "è una regione a forte richio di infiltrazioni malavitose, essendo anche una regione di confine. Occorre combattere il fenomeno con l'informazione e rendere più trasparenti possibili le procedure, con un'attenta verifica delle ditte e facendo attenzione ai subappalti. Alla cittadinanza si chiede di controllare se occorre anche le targhe degli automezzi impiegati nella ricostruzione. E' inutile", ha concluso Cogliati Dezza, "aprire nuove cave e bisognerebbe sfruttare molto il riciclo delle macerie".

A questo scopo è stato attivato l'indirizzo e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. a disposizione dei cittadini per raccogliere le segnalazioni.
 
"L'Abruzzo non è un'isola felice", ha dichiarato il presidente di Libera, don Luigi Ciotti, "ma gli abruzzesi hanno gli anticorpi necessari per respingere le infiltrazioni mafiose. La Regione", ha aggiunto, "è al 9° posto nella classifica nazionale dell'illegalità nel ciclo del cemento".

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