| Tangenti Pescara. Pm: Giudizio per D'Alfonso |
| Cronache - Cronache da Pescara |
| Venerdì 24 Luglio 2009 15:25 |
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Il pm Gennaro Varone ha presentato la richiesta di rinvio a giudizio per l'ex sindaco di Pescara, Luciano D'Alfonso, e altri 25 indagati tra i quali gli imprenditori Carlo e Alfonso Toto, nell'ambito della prima tranche dell'inchiesta, denominata "Housework", su presunte tangenti negli appalti pubblici al Comune di Pescara.
Tra gli indagati il dirigente comunale Guido Dezio e l'imprenditore Massimo De Cesaris, che il 15 dicembre 2008 finirono agli arresti domiciliari assieme a D'Alfonso. L'inchiesta riguarda i lavori pubblici, a cominciare degli appalti sui cimiteri e sull'area di risulta, nonché la pubblicità istituzionale. I 26 indagati devono rispondere, a vario titolo, di concussione, corruzione, tentata concussione, peculato, falso ideologico, truffa, finanziamento illecito ai partiti, appropriazione indebita, abuso d'ufficio, favoreggiamento e turbata libertà degli incanti. All'ex sindaco D'Alfonso, Guido Dezio, Marco Molisani, Luciano Di Biase, Vincenzo Cirone, Antonio Dandolo, Pierpaolo Pescara, Marco Presutti, Fabrizio Paolini, Giampiero Leombroni, è contestata l'associazione per delinquere: "D'Alfonso capo e promotore, gli altri partecipi, al fine di commettere una serie di delitti contro la pubblica amministrazione, la fede pubblica ed il patrimonio volti al reperimento di risorse per l'arricchimento personale, per il finanziamento dell'attività politica di Luciano D'Alfonso e per la propaganda presso i potenziali elettori in favore del sindaco". Gli atti relativi all'inchiesta sono raccolti in oltre 50 faldoni a cui si aggiungono 40 scatoloni contenenti il materiale sequestrato nel corso delle indagini. Ora tocca al gup fissare la data dell'udienza preliminare. |


