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Inchiesta Ial-Cisl, 21 indagati
Cronache - Cronache da Pescara
Giovedì 23 Luglio 2009 15:35
Sono 21 le persone indagate che, secondo l'accusa, a vario titolo, "associandosi tra loro ed operando con una netta distinzione di ruoli hanno contribuito al dissesto finanziario dello Ial Cisl Abruzzo e Molise". Oggi, con il deposito dell'avviso di conclusione delle indagini, il pm del tribunale di Pescara, Andrea Papalia, ha chiuso l'inchiesta sull'ente di formazione.

A notificare l'avviso di conclusione delle indagini e le informazioni di garanzia è stato il nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Pescara al termine di due anni di indagini dirette dal tenente colonnello Mauro Odorisio e coordinate dal comandante provinciale, il colonnello Maurizio Favia.

Gli indagati sono dirigenti, amministrativi, consulenti contabili, commercialisti, impiegati, fornitori vari e funzionari di banca, tutti residenti nelle province di Pescara e Teramo. Le accuse vanno dall'associazione per delinquere finalizzata alla truffa, al peculato e al riciclaggio.

Le indagini sono scattate nell'estate del 2007 a seguito di un esposto da parte del commissario straordinario dell'ente Ial Cisl Abruzzo Molise, con cui denunciava "la grave situazione economica e finanziaria dell'ente di formazione, rilevando che le attività di ispezione e di verifica interne svolte dagli stessi organismi interni avevano consentito di accertare un grave dissesto finanziario e patrimoniale dello stesso quantificabile in un importo superiore ai dieci milioni di euro".

Nell'ambito dell'inchiesta il gip del tribunale di Pescara ha disposto il sequestro preventivo di beni e valori nei confronti di quattro indagati. Si tratta di Francesco Gizzi, 48 anni, pescarese, già amministratore e legale responsabile dell'ente, a cui sono stati sequestrati tre immobili a Pescara e nella provincia di Chieti, oltre a una Mercedes.

A Marco Michetti (36), pescarese, impiegato amministrativo dell'ente, sono stati invece posti sotto sequestro quattro immobili a Pescara e una Jeep. Per Claudio Graziani (54) di Teramo, già direttore della sede teramana dell'ente, è stato disposto il sequestro di una porzione di immobile nella provincia di Teramo, parte di un terreno, una Volvo e due quadri d'autore.

Alla moglie di Graziani, Antonietta Profico (50) di Teramo, è stata sequestrata parte di un immobile nel teramano, una parte di terreno e un immobile sempre nel teramano.

Ai quattro indagati sono stati posti sotto sequestro anche disponibilità finanziarie rinvenute in diversi conti correnti presso istituti di credito e società finanziarie.

Secondo gli investigatori, dal 2000 al 2006 il sodalizio era riuscito ad ottenere l’accreditamento alla Regione Abruzzo per numerosi progetti, soprattutto corsi di formazione, tanto da essere ammesso a finanziamenti pubblici per un importo complessivo pari a circa 30 milioni di euro.

Inoltre lo Ial era riuscito ad ottenere l’effettiva erogazione e liquidazione di somme provenienti da tali finanziamenti per un importo pari a circa 24 milioni di cui una ventina erogati dal bilancio nazionale e da quello comunitario.

In base alle indagini sarebbero stati 454 i corsi organizzati e finanziati ma solo 206 sono stati conclusi e saldati a seguito di presentazione di rendiconti finali (con anomalie che ammontano a circa 600mila euro). Per altri 208 corsi, conclusi ma non saldati, solo 95 sarebbero stati rendicontati.


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