Incendio Seab. Wwf: Mix micidiale nell'aria
Cronache - Cronache da Chieti
Mercoledì 22 Luglio 2009 16:18
Sono allarmanti i risultati delle prime analisi svolte dall'Arta, e resi noti dal Wwf, sulle sostanze inquinanti sprigionate dall'incendio divampato la notte tra sabato e domenica alla Seab di Chieti Scalo, l'azienda specializzata nello smaltimento di rifiuti pericolosi.

Queste, al momento, le sostanze rilevate: solventi organici cancerogeni e tossici quali benzene, toluene, etilbenzene, xilene, stirene. A questi si aggiungono idrocarburi alifatici e policiclici aromatici come il temibilissimo benzo-a-pirene; metalli pesanti quali nichel, rame, piombo e cromo.

"I risultati", afferma Augusto De Santis del Wwf, "confermano la presenza di un micidiale mix di inquinanti emessi nell'incendio che sabato notte ha interessato la Seab di Chieti Scalo. Decine di migliaia di persone a Chieti e nei comuni limitrofi hanno respirato sostanze estremamente pericolose senza essere stati avvertiti del pericolo dagli enti pubblici deputati alla tutela della loro salute".

La maggior parte dei dati dell'Arta riguardano le acque di spegnimento mentre per l'aria, pur confermandosi anche qui la presenza di solventi cancerogeni, mancano le analisi per alcune classi importanti di sostanze. 

Wwf Abruzzo e Abruzzo Sociale Forum hanno chiesto di mettere in campo una serie di iniziative come: analisi del sangue su campioni di cittadini per capire l'esposizione ai diversi inquinanti, attraverso un piano di monitoraggio che tenga conto del differente grado di esposizione alle ricadute; individuazione delle aree di ricaduta anche mediante l'uso delle foto satellitari disponibili durante l'evento.
 
E ancora: analizzare la presenza sul terreno e sui vegetali dei diversi inquinanti a varie distanze dal sito e nelle diverse direzioni, verificare le autorizzazioni in possesso della Seab e degli altri impianti presenti a Chieti Scalo attivando anche procedure di revoca in caso di inadempienze, verificare lo stato di attuazione dell'ordinanza comunale del 2008 che perimetra tutta l'area dello Scalo quale area a rischio ambientale in cui doveva essere effettuata una serie di iniziative volte alla tutela dei cittadini, dotare l'Arta di tutta la strumentazione necessaria per intervenire secondo le procedure standard internazionali in caso di incidente.

Le associazioni chiedono infine di attivare le procedure amministrative per capire le responsabilità di singoli funzionari dei vari enti per la mancata attivazione della sala operativa sovracomunale per le emergenze.

L’ORDINANZA DEL SINDACO DI CHIETI
Il sindaco di Chieti, Francesco Ricci, ha emesso un'ordinanza con la quale impone il divieto di vendita e di consumo di alimenti agricoli, zootecnici e loro derivati prodotti sul territorio di Chieti, San Giovanni Teatino, Ripa Teatina, Torrevecchia Teatina, Francavilla e Miglianico, nonché l’utilizzo delle acque superficiali e sotterranee per il consumo umano fino a revoca disposta.

E' consentita, invece, la vendita di prodotti di origine vegetale ed animale per il consumo umano provenienti da aree non ricomprese all’interno dei comuni indicati.

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