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| Formazione. Accreditamento, nuove regole |
| Cronache - Regione |
| Lunedì 20 Luglio 2009 16:38 |
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La giunta regionale ha dato il via libera alla riforma del sistema di accreditamento degli enti di formazione, ovvero alle regole che consentono agli enti di esercitare e ricevere i finanziamenti regionali.
Il testo è stato presentato dall'assessore alla Formazione, Paolo Gatti. "La riforma parte da tre aspetti su cui questa Giunta si è concentrata dall'inizio della legislatura ossia il merito, la qualità e la semplificazione. Questa innovazione nel settore della formazione", ha detto il presidente della Regione Gianni Chiodi, "ci consente di avere come interlocutori soggetti individuati nel modo più meritocratico possibile". "Sono 65 gli articoli che compongono la riforma", ha spiegato l'assessore Paolo Gatti, "si trattava di un sistema di formazione da rifare iniziando dalle radici. Sinora", ha proseguito Gatti, "parlando di valutazione finalizzata all'accreditamento degli enti di formazione, bastava avere delle strutture adeguate, ora invece dall'accreditamento delle strutture si punta all'aspetto qualitativo dei soggetti formatori". I punti principali della riforma sono il passaggio dall'accreditamento delle strutture all'accreditamento dei formatori, l'accreditamento permanente, ma a punti. Non si accrediterà più l'ente basandosi solo sulla valutazione delle strutture utilizzate per i corsi, ma soprattutto sulla base dei formatori utilizzati dall'ente per svolgere le attività didattiche. Inoltre assumerà maggiore rilievo la "consistenza" giuridico-economica dell'ente e sarà sperimentato un sistema di valutazioni a punti, una sorta di rating della qualità dell'ente che oscillerà da un massimo di 100 punti fino alla soglia minimale di 60 punti sotto la quale sarà revocato l'accreditamento. Meno burocrazia e più semplificazione, infine, per ottenere l'accreditamento, con la cessazione dell'obbligo di ripresentare le domande ogni due anni, ma con controlli più serrati. Ogni anno il 20% degli enti sarà sottoposto a verifica regionale, consentendo di fatto un controllo a tappeto ogni 4/5 anni di tutti gli enti accreditati. La riforma intende consentire al settore della formazione di essere sempre meno un settore autoreferenziale e sempre più un reale strumento al servizio delle imprese, con il rafforzamento del capitale umano e con l'obiettivo di dare buona e stabile occupazione ai lavoratori abruzzesi. |


