| Carte clonate, scovata base a Montesilvano |
| Cronache - Cronache da Pescara |
| Giovedì 16 Luglio 2009 16:42 |
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Avevano trasformato un appartamento di corso Umberto in una sorta di centrale per la clonazione delle carte di credito i cui codici venivano rubati durante i prelievi e via internet. Il covo dei nigeriani è stato scoperto dai carabinieri di Montesilvano.
I militari dell'Arma hanno arrestato Adewusi Olawale Kazeem, 33 anni, il terzo componente di una banda di nigeriani specializzata nella realizzazione e nell'utilizzo di carte di credito clonate e documenti falsi. L'operazione, denominata "Morello", segue l'arresto di due cittadini nigeriani avvenuto il 28 maggio scorso. Un commerciante si era accorto che i due malviventi volevano effettuare acquisti con una carta di credito falsa, ed aveva allertato i carabinieri. I due uomini, David Oladosu e Abimbola Adelabu, di 32 e 42 anni, furono arrestati dopo un rocambolesco inseguimento. Da qui le indagini per individuare i complici e scovare il covo dove avvenivano le clonazioni. Grazie alle tracce lasciate dalla carta sequestrata, che mostra una serie di acquisti per un valore di oltre 15.000 euro, oltre ad alcuni pedinamenti, si è riusciti a risalire all'appartamento di corso Umberto 201. I carabinieri, coordinati dal capitano Enzo Marinelli, hanno così fatto irruzione nell'abitazione, dove hanno trovato un cittadino nigeriano e due donne, oltre a tutto il materiale necessario per clonare le carte di credito: due computer portatili, uno skimmer, delle macchine fotografiche ed alcune carte di credito vergini pronte per essere utilizzate. Le due donne sono state denunciate, mentre l'uomo è finito in carcere. Nell'abitazione sono stati rinvenuti anche documenti e passaporti falsi, perfettamente identici a quelli originali, e una quantità notevole di merce di un certo valore, compresi un orologio da 3mila euro e borse griffate. Secondo i militari, l'ammontare complessivo degli acquisti fraudolenti supera i 50.000 euro. La tecnica di clonazione era semplice. Grazie ad alcune telecamere installate sopra gli sportelli bancomat del pescarese, venivano copiati i codici personali. Successivamente, si passava alla clonazione del numero di serie ed alla stampa sulle carte vergini. La truffa avveniva anche via internet, tramite la tecnica del phishing. Dopo l'operazione di maggio, era stato riscontrato che i veri titolari delle carte di credito truffate erano australiani, mentre stavolta è ancora da accertare. |


