23 mag, 2012
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Nuvole - di Saverio Occhiuto IL GIGANTE E LA BAMBINA

IL GIGANTE E LA BAMBINA

Nuvole il blog di Saverio Occhiuto
Prima del G8 sono stato all’Aquila con un amico romano, un professore de La Sapienza. Era un giorno qualsiasi, assolato e silenzioso. Con un’autorizzazione speciale ci siamo addentrati tra le viuzze del centro storico, nessuno aveva voglia di commentare davanti a quei cumuli di macerie che dal 6 aprile hanno già fatto e rifatto il giro del mondo. Siamo rimasti ad inseguire in nostri pensieri.

Poi giù, in auto, sino alla tendopoli di piazza d’Armi con una stretta al cuore quando chi ci accompagna indica con il dito la Casa dello studente. All’ingresso del campo incrociamo il sorriso di Stefania Pezzopane. Non avrà la statura del leader il presidente della Provincia dell’Aquila, mi sono detto, ma neanche Napoleone l’aveva.

La salutano tutti, stringe le mani  ai volontari della Protezione civile e ai terremotati accampati nel vecchio stadio.  Il suo sorriso contagioso non si dissolve neanche durante la breve intervista rilasciata ad una troupe di Radiouno. Caparbietà e ottimismo formato bonsai.

Quando usciamo, un giovane con la tuta rossa di servizio all’ingresso della tendopoli si avvicina e chiede: “Scusi signora, posso fare una foto con lei?”. Fa un caldo infernale, è da poco passato mezzogiorno, l’autista del presidente aspetta con la portiera aperta e il motore acceso. Lei annuisce con un altro sorriso, poggi a terra la sua borsetta bianca, si fa immortalare in uno scatto assieme al volontario, saluta ancora con la mano, si allontana sull’auto di rappresentanza.

Ho pensato subito a quel giovane che ha chiesto una foto con il presidente della Provincia dell’Aquila come si fa con i calciatori famosi o le rock- star. Mi sono detto, questa donna è davvero un personaggio.

Poi arrivano i Grandi della terra e Stefania Pezzopane è costretta a concedere un altro “scatto” su richiesta dei fotografi, ma questa volta accanto a lei c’è Barack Obama.  Anche il presidente degli Stati Uniti si fa contagiare dalla sua simpatia: si accovaccia accanto a lei amabilmente per evitare imbarazzanti sproporzioni in quella foto, l’abbraccia come si fa con una vecchia amica che rivedi dopo tanto tempo, saluta divertito i paparazzi facendo ok con la mano.

Così ti chiedi quale sia in certi casi “l’unità di misura” e a cosa serva l’espediente di qualche centimetro di tacco in più per elevare la tua statura, se poi uno scatto degli ospiti a bordo piscina è sufficiente a renderti piccolissimo agli occhi del mondo.

Saverio Occhiuto
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