A Roma la protesta dei terremotati
Cronache - Regione
Martedì 16 Giugno 2009 16:47
Sono più di un migliaio i cittadini abruzzesi che, armati di megafoni e manifesti, stanno protestando di fronte alla Camera dei Deputati, in piazza Montecitorio, dove è in corso la discussione del decreto legge per la ricostruzione dopo il terremoto del 6 aprile.

Tra i partecipanti anche il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, la presidente della Provincia dell'Aquila, Stefania Pezzopane e i sindaci di numerosi comuni terremotati. I manifestanti, che indossano un caschetto giallo, chiedono al governo più trasparenza e chiarezza negli appalti per la ricostruzione, "che - sottolineano - deve essere totale". A fianco dei comitati anche Legambiente e Radicali.

Su uno striscione si legge: “Forti e gentili sì, fessi no”. Due tende automontanti tipo igloo sono state aperte di fronte alla Camera. "Queste tende", urlano i manifestanti, "sono per te, Berlusconi: vieni a vivere con noi".

Sono circa 500 gli emendamenti al testo del decreto Abruzzo, per la maggior parte presentati dall'opposizione. La fiducia dovrebbe essere comunque scongiurata in seguito al ritiro, annunciato dal presidente della Camera Gianfranco Fini a inizio seduta, di diversi emendamenti dei gruppi di opposizione, del Pdl e della Lega.

"Pur comprendendo i dubbi e i timori, invito gli aquilani ad avere piena fiducia nell'operato del Governo, che sta venendo incontro a tutte le esigenze e alle necessità legate alla fase della ricostruzione", esorta il presidente della Regione, Gianni Chiodi, ricordando che "anche le seconde case ubicate nel centro storico dell'Aquila e degli altri comuni colpiti dal sisma saranno ricostruite a spese dello Stato. Lo ha confermato una nota ufficiale della Presidenza del Consiglio secondo cui la ricostruzione a spese dello Stato avrà a oggetto non solo gli edifici di riconosciuto valore storico e artistico ma anche quelli che rivestono, a giudizio dei sindaci e della sovrintendenza, rilievo ambientale e paesaggistico. In questa categoria rientra la maggior parte degli edifici ubicati nei centri storici, e, quindi, anche dei non residenti".

Inoltre, aggiunge Chiodi, "la presidenza del Consiglio ha anche confermato che attraverso un'ordinanza sarà disposto che i Comuni ricevano dallo Stato le somme che non hanno potuto incassare a causa della sospensione del pagamento dei tributi".

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