Licenziamenti Transcom, protesta dei lavoratori
Cronache - Cronache dall'Aquila
Martedì 09 Giugno 2009 15:44
A poco più di due mesi dal terremoto, la Transcom di Pettino (L'Aquila) decide di chiudere i battenti rischiando di mandare sul latrico 353 famiglie: 276 dipendenti saranno licenziati e 77 trasferiti in sedi fuori regione.

Da qui la protesta dei lavoratori che questa mattina hanno manifestato nel piazzale davanti al call center aquilano. Indignati i sindacati per la decisione dell'azienda.

Il segretario della Cisl dell'Aquila Gianfranco Giorgi e il segretario regionale Maurizio Spina valutano "l'atteggiamento della Transcom di grave irresponsabilità in una fase - dicono in una nota - in cui la salvaguardia del lavoro è uno degli obiettivi prioritari della comunità aquilana e delle istituzioni".

"Per avere certezze sul futuro, l'utilizzo dell'arma del licenziamento rischia di produrre soltanto effetti contrari. Attiveremo - annuncia la Cisl - tutti i tavoli di confronto necessari, ma la Transcom farebbe bene a ritirare immediatamente i provvedimenti di licenziamento e ad avviare subito il confronto con i Sindacati". 

"Lo stesso Governo si era impegnato, in questa fase di emergenza, a mantenere intatti i livelli occupazionali sul territorio colpito dal sisma, senza considerare che il direttore generale della Transcom, Roberto Boggio, non più di un mese fa aveva dichiarato proprio all'Aquila l'intenzione dell'azienda di continuare ad operare e, al contrario, di potenziare il sito aquilano".

"La città e il suo comprensorio non possono permettersi una tale perdita occupazionale ai danni di 276 famiglie, che in questo momento sono doppiamente colpite dalla perdita dell'abitazione e del lavoro. Il Governo centrale, i sindacati e le Istituzioni tutte - concludono i due segretari Cisl - devono fare fronte comune per bloccare tale, assurda e incomprensibile operazione e restituire certezze e stabilità a circa 300 lavoratori che rischiano il licenziamento in tronco".

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