Frode fiscale: arrestati 4 imprenditori
Cronache - Cronache da Teramo
Venerdì 05 Giugno 2009 14:51
False fatturazioni con un danno all'erario di 77 milioni di euro. E' chiamato "frode carosello" l'artificio commerciale scoperto dalla Guardia di Finanza e che ha portato all'arresto di 4 imprenditori della telefonia.

A finire in manette i fratelli Giovanni, Franco e Marcello Tormenti, amministratori della Navigo.it di Martinsicuro (Teramo), e Maurizio Di Biagio, amministratore dal 2005 della Rete Globo Srl, sempre con sede a Martinsicuro.

Secondo le fiamme gialle di Pescara le due società erano inserite in un colossale giro di false fatturazioni. Dalle indagini, avviate tre anni fa, è emersa un'associazione a delinquere finalizzata alla evasione fiscale mediante l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.

Agli arrestati viene contestata anche la truffa aggravata ai danni del bilancio dello Stato attraverso la Navigo.it, ditta di Martinsicuro che operava nel settore della telefonia mobile ed elettronica di consumo, gestita dai fratelli Tormenti, e la Rete Globo Srl, formalmente amministrata da Di Biagio.

Gli investigatori, ricostruendo la movimentazione dei “telefonini” in entrata ed in uscita dai magazzini di stoccaggio della Navigo.it fino all’individuazione del cessionario finale, hanno scoperto vere e proprie filiere fraudolente artatamente precostituite da numerose società. In realtà si trattava di imprese vuote, amministrate da prestanomi nullatenenti, con l’unica finalità di emettere fatture per operazioni inesistenti e non versare alcuna imposta all’erario.

Così, tramite un giro milionario di false fatturazioni, le società si spartivano il 20% della quota iva di rimborso, permettendo, inoltre, al cessionario finale di acquistare il prodotto ad un prezzo decisamente più conveniente, con ingenti danni all’erario.

Oltre ai 4 arresti, i finanzieri hanno proceduto al sequestro preventivo del credito iva della Navigo.it spa, giacente presso l’Agenzia delle Entrate di Giulianova (5 milioni di euro), e dei beni della Navigo.it Spa, tra cui la sede e le quote sociali.

Scattato anche il sequestro finalizzato alla confisca per equivalente dei conti correnti e degli immobili nella disponibilità esclusiva degli indagati sino al raggiungimento dell’importo di quasi 1,5 milioni di euro.

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