L'Aquila: in 700 per la ricostruzione
Cronache - Cronache dall'Aquila
Mercoledì 03 Giugno 2009 16:52
"Ridateci i centri storici dell'Aquila e delle sue frazioni", "L'Aquila è ferita ma non morta". Sono le scritte che campeggiano sugli striscioni sorretti dai cittadini che nel pomeriggio si sono radunati alla villa comunale dell'Aquila per chiedere la modifica del decreto sul terremoto.

In 700 hanno partecipato alla manifestazione per la ricostruzione promossa dal sindaco dell'Aquila Massimo Cialente, dal presidente della Provincia Stefania Pezzopane e da larga parte dei 49 sindaci del cratere del terremoto.

Sugli striscioni esposti dai manifestanti si legge: "Prima dimenticati, adesso isolati, Camarda rivuole la sua strada, riaprite la Sp 17 bis. W L'Aquila W L'Aquila".

I manifestanti chiedono "Il rimborso pieno ed integrale per tutte le abitazioni, comprese le case dei proprietari non residenti e le altre case per la vera e completa ricostruzione dei comuni colpiti".

Inoltre sollecitano "una norma specifica, con le necessarie risorse finanziarie, per ricostruire l'immenso patrimonio edilizio dei beni culturali pubblici e privati dei nostri centri storici" ma anche che "il riconoscimento della Zona Franca Urbana sia assicurata da risorse imponenti".

"I 45 milioni di euro per 4 anni finora previsti (circa 11 milioni di euro l'anno) sono - affermano i manifestanti - assolutamente irrisori e insignificanti. Servono inoltre risorse aggiuntive per risarcire gli imprenditori che hanno le aziende distrutte o danneggiate".

I manifestanti "per la ricostruzione" chiedono anche "risorse agli Enti Locali e alle aziende pubbliche per i mancati introiti: senza fondi le aziende rischiano il collasso, i cittadini perderebbero servizi essenziali e i lavoratori delle municipalizzate non avrebbero garanzie di stipendio".

Infine vengono chieste anche garanzie "per gli espropri in corso nelle aree dove edificare abitazioni transitorie o definitive: nel Decreto si deve specificare che l'indennizzo per l'esproprio va riferito non al valore della originaria destinazione dei terreni (nella maggior parte dei casi agricoli), ma al valore della destinazione finale di queste aree (e cioè residenziale).

"Per tutto questo - sostengono i manifestanti - servono risorse ingenti: siamo fortemente preoccupati per la scarsità dei fondi finora messi in campo, del tutto insufficienti per un terremoto di questa dimensione".

Una corona di fiori bianchi con la scritta "dalla provincia e dai comuni" è stata depositata dai cittadini al termine del corteo che dalla villa comunale si è snodato fino alla casa dello studente dove sono morti 8 giovani.

Il corteo, preceduto dai gonfaloni dei comuni partecipanti alla manifestazione, era guidato dai sindaci, dai parlamentari, dai consiglieri regionali e dai cittadini dell'Aquila che hanno chiesto a gran voce la modifica del decreto sul terremoto e la riapertura del centro storico dell'Aquila, ancora considerato "zona rossa", ossia inaccessibile a chiunque.

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