La carovana si muoverà da Chieti Scalo per raggiungere la costa (Pescara), quindi si sposterà da Francavilla al Mare verso l'interno dell'Abruzzo. Il traguardo volante è posto a Fara Filiorum Petri, dopo 53,7 km di corsa; infine, la lunga salita verso il Blockhaus, dove ci sarà l'unico Gran premio della montagna della giornata (1/a categoria, a quota 1.631).
La lunghezza della salita è di 18 km (é stata accorciata, per problemi di viabilità, di 5,5 km), il dislivello di 1.240 metri, la pendenza media del 6,9 per cento, la pendenza massima del 13 per cento.
Il ritrovo di partenza è fissato a Chieti, in piazza Vittorio Emanuele, alle 13,15. Il via verrà dato in via Unità d'Italia, intorno alle 14,50, dopo il consueto incolonnamento cittadino della carovana. L'arrivo è previsto fra le 17 e le 17,30.
Nell'ambito di un progetto per la sicurezza stradale, due classi della scuola media De Lollis di Chieti potranno vivere il Giro a bordo del"Pullman Azzurro", attrezzato da aula scolastica multimediale, da dove assisteranno all'arrivo della corsa. A conclusione della giornata, un autobus della Polizia riaccompagnerà gli studenti a casa.
Storia del Giro a Chieti
Chieti è stata sede di tappa del 1° Giro d'Italia, nel 1909, con la 2/a frazione partita da Bologna e disputata su una distanza di 378 km. Vinse Giovanni Cuniolo, davanti a Ganna (che poi si sarebbe aggiudicato la corsa rosa) e Trousselier.
Numerosi sono i trascorsi del Giro d'Italia a Chieti: dopo Cuniolo, nella città teatina trionforano Alavoine, Girardengo (due volte), Binda, Ortelli, Rik Van Looy, Ugo Colombo, lo svizzero Bruno Wolfer e Denis Lunghi, nel 2002.
Quello di domani è più o meno lo stesso arrivo che, nel 1967, fece registrare il primo successo di Eddy Merckx al Giro d'Italia, davanti a Italo Zilioli. L'anno dopo affermazione di Franco Bitossi, dopo la squalifica inflitta a Bodrero, primo sul traguardo.
Nel 1972 il Giro fece ancora tappa sul Blockhaus, con una semi-frazione di soli 48 km, partita da Francavilla al Mare. Vinse lo spagnolo José Manuel Fuente, davanti al connazionale Lasa ed a Gianni Motta.
Altra tappa, la Numana-Blockhaus del 1984, con arrivo a 1.600 metri e successo di Moreno Argentin, davanti a Francesco Moser, che poi avrebbe vinto il Giro, con la fantastica crono di Verona. Nel 2006, infine, bella impresa di Ivan Basso, che poi avrebbe conservato la maglia rosa fino all'arrivo di Milano.