Firenze. La Voce d'Abruzzo tra arte e tradizioni

«Abruzzesi e fiorentini? Forse ci completiamo e ci possiamo aiutare a non cadere nei difetti dei nostri pregi». L’ultimo numero della Voce d’Abruzzo a Firenze, il periodico dell’associazione culturale Gli abruzzesi a Firenze, si apre con una riflessione sull’abruzzesità, su quanto il carattere che deriva dalla regione di appartenenza permanga, muti o scompaia stando lontano da casa.
A parlarne sono state Maria Rosaria Ambrosini, un’abruzzese che vive da 40 anni a Firenze, e Roberta Passeri, una fiorentina che frequenta gli abruzzesi.
Nei loro spunti, pubblicati sull’ultimo numero del periodico uscito nel dicembre scorso, il carattere è qualcosa che resta immutato nel tempo. Anzi, nel corso degli anni, tra fiorentini e abruzzesi si è stabilita una corrispondenza, come se i tratti dell’uno, ad esempio la fierezza e la disponibilità abruzzese, fossero passati all’altro e viceversa.
La Voce d’Abruzzo è da quattro anni la rivista che accompagna l’associazione presieduta da Giovanni Battista Muraro e di cui riporta le notizie e gli avvenimenti.
Ma è anche un modo per trattare tanti altri temi, scambiarsi contributi, ricordando le proprie tradizioni e arricchendo gli abruzzesi che vivono da tanti anni a Firenze.
Nel nuovo numero, il presidente Muraro ha riflettuto sull’associazione e posto il problema di come incrementare le presenze. Poi, il periodico riporta vari interventi dedicati all’arte, con le brevi monografie di Amedeo Lanci e Milvio Sodi oppure l’articolo dedicato alla biblioteca Riccardiana raccontata dal suo direttore, Giovanna Lazzi.
Ancora, il presidente Muraro ha illustrato i grandi medici d’Abruzzo vissuti a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento. Completano il numero alcuni itinerari turistici da seguire in Abruzzo e il capito intitolato “Un’occasione per scoprire l’Abruzzo: i Giochi del Mediterraneo”.
Infine, sono stati ricordati tutti gli appuntamenti dello scorso anno organizzati dall’associazione, tra cui la gita nel Chianti, la visita dell’associazione al palazzo Medici Riccardi e la conviviale di fine anno in cui è stato consegnato ai soci il quarto numero della Voce d’Abruzzo a Firenze.